{"id":4174,"date":"2010-10-18T16:54:05","date_gmt":"2010-10-18T14:54:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.elvisfriends.it\/gate\/?p=4174"},"modified":"2017-06-26T15:46:38","modified_gmt":"2017-06-26T13:46:38","slug":"4174","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.elvisfriends.it\/gate\/2010\/10\/18\/4174\/","title":{"rendered":"TAKES, TAPES, REELS AND\u2026 PASSION"},"content":{"rendered":"<h3>&#8220;TAKES, TAPES, REELS AND\u2026 PASSION&#8221;<\/h3>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\">di Marco Lofino<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Take 69 di Hurt, o meglio conosciuta come XX rated version, o Priscilla version.<br \/>\nPu\u00f2 sembrare un linguaggio cifrato, incomprensibile a molti che non sono cos\u00ec esperti e navigati nell\u2019ambito della produzione discografica di Elvis.<br \/>\nEppure \u00e8 uno dei tanti aspetti che caratterizzano l\u2019incredibile mole di lavoro svolta in studio dal cantante nell\u2019arco <span class=\"text_exposed_show\">della sua carriera. Come disse qualcuno anni orsono, Elvis era indubbiamente un vero e proprio artigiano del disco, cesellava i propri pezzi in studio take dopo take, fino a raggiungere il risultato voluto.<br \/>\nSe diamo un occhio al libro di Joe Tunzi, \u201cThe Sessions\u201d, un vero e proprio vademecum elvisiano per chi vuole sapere proprio tutto su quanto prodotto dal cantante nel corso della sua ultraventennale carriera, non si pu\u00f2 non rimanere impressionati dalla quantit\u00e0 (dalla qualit\u00e0 lo si \u00e8 a prescindere ascoltando anche solo per trenta secondi la sua voce in una qualsiasi interpretazione) del materiale presente negli archivi della BMG, sia a livello di registrazioni in studio sia a livello di nastri registrati dal vivo.<br \/>\nOggi come oggi molta di questa produzione \u00e8 stata pubblicata su disco grazie alla FTD. Ascoltando qua e la anche solo parte di questo materiale, emergono alcune interessanti indicazioni:<br \/>\nElvis era indubbiamente un perfezionista. Anche quando una take pareva perfetta, era solito chiedere a Felton Jarvis \u201ccan we add another one?\u201d (trad: Possiamo aggiungerne una\u2019\u201d Difficile, se non impossibile, che completasse un brano con una sola take. Di mia memoria, ricordo \u201cI can Help\u201d dell\u2019album Elvis Today, e poche altre eccezioni.<br \/>\nBen piu frequenti invece le occasioni in cui invece prima di raggiungere l\u2019esito prefissato, Elvis si cimentasse in svariati tentativi, alcuni dei quali magari inutili, ma non per un super professionista-perfezionis<wbr \/>ta come lui, convinto di poter migliorare tentativo dopo tentativo.\u00a0<\/span>Prendiamo a modello un brano come \u201cSeparate Ways\u201d, per il quale quasi trenta take furono necessarie per completare il lavoro, ed alcuni pezzi del primo Elvis, vedi Lawdy Miss Clawdy ad esempio. Se a ci\u00f2 aggiungiamo il fatto che Elvis stesso tutto ritenesse il suo un vero e proprio lavoro ( spesso Elvis nei suoi dialoghi diceva in tono scherzoso \u201cI just work here!), si capisce il perch\u00e9 le sedute di registrazione a cui partecipava erano delle vere e proprie maratone, dalle quali una vasta mole di materiale veniva registrata prima che ne venisse estrapolata la \u201cmaster\u201d, ovvero quella che poi di comune accordo con Felton Jarvis doveva essere pubblicata su disco.<br \/>\nIn qualche caso, ma anche esso con frequenza non molto assidua, parti di due takes venivato unite per creare una take unica. Un lavoro di \u201ccucitura\u201d musicale qualche volta necessario per unire dei passaggi musicali che altrimenti sarebbero rimasti persi. In termine tecnico, Joe Tunzi ricorda che si tratta di una take \u201cspliced\u201d.<br \/>\nParticolare poi \u00e8 il modo in cui questi nastri venivano conservati, e le note presenti a tutela di essi, spesso scritte in corsivo, utilizzate non solo per indicare di quale brano,nonch\u00e9 take, fosse, ma anche per evidenziare alcune caratteristiche tecniche, vedi il fruscio ( \u201chigh hiss\u201d), una parte solo appena accennata o provata ( \u201cwork part\u201d) o addirittura, vedi il caso del nastro dello show dal vivo di Omaha (per intenerci il primo dei due registrati per lo special Elvis In Concert del 1977), in cui Felton Jarvis evidenzia una in una nota \u201cbad sound\u201d, la scadente qualit\u00e0 audio della registrazione.<br \/>\nSi potrebbe andare avanti per ore a parlare di tutte queste nozioni, magari un po\u2019 noiosette per chi non \u00e8 cos\u00ec ferrato sul pezzo, ma di sicuro utili per tutti coloro che come il sottoscritto sono curiosi di saperne di pi\u00f9 su come Elvis producesse la sua musica e di come essa \u00e8 stata conservata nel tempo.<br \/>\nAspetti meno inerenti alla parte musicale, ma pi\u00f9 legati all\u2019uomo Elvis, al suo essere comunque un essere umano come tutti gli altri, riguardano i dialoghi in studio coi musicisti, i commenti, gli scherzi, ed anche perch\u00e9 no le parolacce fra una take e l\u2019altra, ed a volte addirittura durante l\u2019esecuzione di un brano\u2026\u00a0Ma tutto questo \u00e8 un\u2019altra storia su cui magari soffermarsi in un\u2019altra occasione\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;TAKES, TAPES, REELS AND\u2026 PASSION&#8221; di Marco Lofino Take 69 di Hurt, o meglio conosciuta come XX rated version, o Priscilla version. Pu\u00f2 sembrare un linguaggio cifrato, incomprensibile a molti che non sono cos\u00ec esperti e navigati nell\u2019ambito della produzione discografica di Elvis. Eppure \u00e8 uno dei tanti aspetti che caratterizzano l\u2019incredibile mole di lavoro svolta in studio dal cantante nell\u2019arco della sua carriera. Come disse qualcuno anni orsono, Elvis era indubbiamente un vero e proprio artigiano del disco, cesellava i propri pezzi in studio take dopo take, fino a raggiungere il risultato voluto. Se diamo un occhio al libro di Joe Tunzi, \u201cThe Sessions\u201d, un vero e proprio vademecum elvisiano per chi vuole sapere proprio tutto su quanto prodotto dal cantante nel corso della sua ultraventennale carriera, non si pu\u00f2 non rimanere impressionati dalla quantit\u00e0 (dalla qualit\u00e0 lo si \u00e8 a prescindere ascoltando anche solo per trenta secondi la sua voce in una qualsiasi interpretazione) del materiale presente negli archivi della BMG, sia a livello di registrazioni in studio sia a livello di nastri registrati dal vivo. Oggi come oggi molta di questa produzione \u00e8 stata pubblicata su disco grazie alla FTD. Ascoltando qua e la anche solo parte di questo materiale, emergono alcune interessanti indicazioni: Elvis era indubbiamente un perfezionista. Anche quando una take pareva perfetta, era solito chiedere a Felton Jarvis \u201ccan we add another one?\u201d (trad: Possiamo aggiungerne una\u2019\u201d Difficile, se non impossibile, che completasse un brano con una sola take. 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