31 Dicembre

CAPODANNO CON ELVIS E BUON 2026 A TUTTI VOI!

Elvis Friends

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“CAPODANNO CON ELVIS E BUON 2026 A TUTTI VOI!” di Marco Lofino

Alcuni anni fa mi recai a Bari per motivi di lavoro. Nell’hotel in cui soggiornavo a colazione, un giorno strinsi amicizia con una coppia di turisti americani sulla settantina. Mi raccontarono del loro viaggio in Italia e che provenivano da Pittsburgh, Pennsylvania.

Appena ricordarono la località di loro provenienza ebbi come un’illuminazione, e dissi loro che conoscevo Pittsburgh perché sapevo che Elvis si esibì lì la notte di Capodanno del 1976.

E loro, con un sorriso, mi risposero raggianti e fieri : “ Ah lo sappiamo bene! Eravamo lì! Non eravamo nemmeno ancora sposati e andammo al concerto. Fu magnifico, incredibile!. Lo vediamo ancora davanti agli occhi come fosse oggi…Oh un’esperienza che non potremo scordare mai!!”

Ho voluto condividere questo mio ricordo personale per ricordare quello show di Capodanno del 1976, e chi ama Elvis lo ricorda a sua volta come uno degli ultimi suoi momenti artistici di altissimo livello, se non addirittura l’ultimo prima della sua morte.

Nel corso degli anni sono usciti video amatoriali di alta qualità a testimoniare l’evento, pubblicato su disco e su cd in svariate salse, sempre però con registrazioni effettuate dal pubblico e ahimè non dal tecnico del suono.

Ed ogni anno chi lo scrive, il pomeriggio o la sera, se lo riguarda, impressionato.

Penso a come stava bene Elvis in quel momento, in quel mini tour di fine anno sembrava rinato dopo un’estate veramente complicata con spettacoli al di sotto delle sue possibilità (per motivi di salute precaria ben intesi), un Elvis allegro, di buonissimo umore, concentrato, di fatto nulla andò storto quella notte di veglione a Pittsburgh.

Non entro nel concerto di per sé, è un’esibizione straordinaria con alcuni momenti fantastici, tipo la rarissima “Rags To Riches”, una delle prime esibizioni “live” di “Unchained Melody” che divenne poi icona dell’ultimo Elvis a grazie allo special del giugno 1977, ed in generale un Elvis in forma eccellente (in alcuni tratti a vederlo mi sembra uno show del 72-73), felice di augurare buon anno a tutti dopo l’esecuzione, da parte dell’orchestra, del valzer delle candele.

Come ben sappiamo Elvis si esibì a Capodanno anche l’anno prima, stabilendo per allora un record di presenze al Pontiac di Silverdome (se non ricordo male 62500 spettatori). Ma lo show, seppur di buonissimo livello, non è a mio modesto parere paragonabile a quello di Pittsburgh l’anno successivo.

La storia racconta, al netto di qualche incidente avvenuto sul palco (tipo la rottura dei pantaloni ed il cambio in corsa), di un Elvis disorientato nonché totalmente insoddisfatto del suono, costretto a cantare praticamente in una specie di sopraelevata, con un freddo micidiale tanto che John Wilkinson (il chitarrista ritmico di Elvis che non saltò nessuno show dal 69 al 77) dichiarò testualmente: ”faceva cosi freddo che le corde rischiavano di congelarsi e si modificavano gli accordi senza volerlo…appena finì eravamo felici di uscire da quel posto”

Malgrado il freddo e le difficoltà contingenti, oltre sessantamila persone andarono a vederlo la notte di Capodanno. Con buona pace di chi afferma (senza sapere nulla ovviamente, pretestuosamente come si fa in Italia da sempre, perché Elvis qui è un bersaglio facile e costante, fa male ma la verità va sempre detta) che Elvis non tirava più negli anni settanta, che era l’ombra di se stesso, insomma il solito vademecum di aberranti idiozie che leggiamo e sentiamo da sempre.

Ecco cosa lega Elvis ai suoi fan. Ed è cosi da sempre. Qualcosa di incredibilmente unico. Pensate all’esperienza di coloro che vi assistettero, sia a Pontiac sia a Pittsburgh.

Trascorrere l’ultimo dell’anno con Elvis. Qualcosa che ti resta dentro per sempre.

Auguro a tutti voi, a nome dell’Elvis Friends Fan Club Italia, un felice 2026. Con affetto, Marco.