“TRE ANNI SENZA LISA MARIE” di Marco Lofino
Oggi è il terzo anniversario della scomparsa di Lisa Marie, unica figlia di Elvis Presley.
Chi vi scrive per anni ha avuto un rapporto distaccato con lei. Non per antipatia, tutt’altro, ma l’ho sempre ritenuta la figlia di Elvis, la rispettavo, ma finiva lì.
Fu in quel toccante (perché a posteriori lo è) duetto di qualche anno fa in “Where No One Stands Alone” che compresi, seppur tardivamente, quanto Lisa fosse legata al padre, e a distanza di anni, dopo la tragedia del suicidio di suo figlio Ben, mi resi anche conto di quanto Lisa stesse soffrendo, poiché non credo possa esistere tragedia e sofferenza più grande della perdita di un figlio.
Non entrerò in questioni che sono più grandi di me e di tutti noi.
Un anno fa uscì il libro “From Here To The Greatest Unknown”. E’ disponibile anche in italiano e invito tutti a rileggerlo, in particolare, mai come oggi, nella sezione incentrata su Lisa Marie.
La sua, un’esistenza segnata da dolore, sofferenza, una vita sballottata a destra e a manca, una continua alternanza di dolore a gioie perlopiù momentanee se non effimere, alternate da quelle poche effettive legate alla nascita dei suoi figli, in un minimo comun denominatore che caratterizza l’albero genealogico della famiglia Presley, partendo da mamma Gladys.
Lisa ha vissuto tutta la sua breve esistenza col macigno insormontabile di essere figlia di uno degli uomini più amati e venerati di sempre. Credo che nessuno di noi possa immaginare cosa significhi essere la figlia di Elvis, anche col massimo dello sforzo di immedesimazione.
L’amore che Elvis nutriva per lei durò troppo poco. Ma c’era e rimase anche dopo la morte di Elvis.. Era tangibile e lei a più riprese lo decantò. Un amore che per alcuni aspetti alleggeriva quel peso, quel dover andare avanti ad essere sua figlia, cosi simile fisicamente a lui (erano due gocce d’acqua), cosi fragile ed emotiva come suo padre, in destini simili e paralleli accomunati dal dolore.
Le ultime immagini di Lisa Marie poco prima di morire la vedono tirata e sofferente. Non mi piace ricordarla così. Preferisco invece vederla ora felice nell’altra dimensione duettare con suo padre, in un luogo in cui tutte le sofferenze si azzerano e l’amore trionfa.
Permettetemi un’ultima riflessione personale. Lo scorso giugno mi recai a Graceland ed ogni mattina, coi miei compagni di viaggio, ci fermavamo al Meditation Garden. Non trovo le parole per descrivere l’emozione che provai davanti alla tomba di Elvis, ma non credevo di provare le stesse sensazioni davanti alla lapide di Lisa Marie.
Un momento toccante che volevo condividere con tutti voi. Riposa in pace Lisa.