SULLA SCIA DI EPiC: LA PASQUA DI ELVIS PRESLEY
di Marco Lofino
La settimana santa che ci condurrà alla Santa Pasqua è un’occasione per riscoprire il Gospel di Elvis.
Un anno fa viaggiammo insieme, seppur brevemente (ci sarebbe tanto da scrivere e da condividere), in quell’aspetto così intimo e spirituale della sua carriera legato alla sua formazione musicale, un background artistico che nacque, si formò e trovò piena maturazione nel Gospel.
Dopo aver visto EPiC: Elvis Presley in Concert, fra i mille spunti che ci ha regalato la straordinaria opera di Baz Luhrmann, non possiamo dimenticare l’importanza del Gospel, mostrato in quel meraviglioso segmento in cui Elvis canta alcuni brani sacri in compagnia di J.D Sumner e gli Stamps, nonché nella maestosa interpretazione di “How Great Thou Art” durante lo show di Hampton Roads del 9 aprile 1972
E’ all’interno di quel segmento in cui la voce di Elvis arriva dritta al cuore in maniera perentoria, e dirompente, in quel potente ed appassionato canto di “Nearer My God To Thee”, in cui la sua anima che cerca Dio si palesa in tutta la sua sincerità, ad intermezzo di un racconto personale cosi onesto e puro, quando ricorda che solo cantando il Gospel dopo i concerti, per ore prima di addormentarsi, riusciva a calmare la sua mente. E’ il momento della narrazione Gospel, intimità e spritualità presleiana che si intrecciano al suo canto d’amore libero verso Dio, con un’immagine indelebile ai nostri occhi, ovvero quella mano appoggiata alla spalla di J.D Sumner come simbolo di amicizia e condivisione trascendentale.
Questa dovuta scia epica serve solo a mostrare quanto il binomio Elvis-Gospel sia stato parte integrante della sua vita. Elvis ha cantato il Gospel fino alla fine, e credo che non esista nella storia dello spettacolo un’artista capace di cantare l’amore in ogni sua forma meglio di Elvis Presley.
L’amore di coppia, con centinaia di brani melodici, e l’amore verso Dio con altrettante produzioni Gospel in quei tre gioielli che sono i suoi album a tema, cosi diversi fra loro ma tutti uniti dal medesimo marchio di fabbrica.
E il Gospel rispecchia fedelmente ciò che Elvis è stato per sempre nella sua carriera, citando come già capitò in passato, ovvero “something for everybody”. Elvis aveva ed ha ancora qualcosa per tutti, anche nella sua produzione Gospel. Pensate a brani ritmati ed allegri come “Joshua Fit The Battle Of Jericho”, “Run On” o “Working On The Building” (citando i primi due album sacri) , passando per pezzi più impegnati come “He Touched Me” o “Reach Out To Jesus”. Ne ho solo citati alcuni ma sono tantissimi esempi per tutti e tre i dischi cosiddetti “sacri”.
Incredibile, entrando in tema di pranzo pasquale, quindi come anche nel Gospel Elvis riuscisse a servire in tavola un pasto completo, con varie pietanze assortite parte di un menù cosi ricercato e per un pubblico esigente e insaziabile come è quello dei suoi appassionati.
Ricordavamo pocanzi come Elvis avesse cantato fino alla fine il suo credo in Dio. Mi vengono in mente due memorabili interpretazioni del 1977, quella struggente “Where No One Stands Alone” del 16 febbraio 1977 e ultima, documentata in video con un Elvis molto stanco e malato, “How Great Thou Art“ di Omaha, 19 giugno 1977, presente nello special televisivo “Elvis In Concert”.
In queste due interpretazioni, che consiglio a tutti voi di risentire e rivedere, c’è tutto ciò che Elvis aveva dentro a livello spirituale, il modo in cui sentiva Dio e lo pregava cantando. “How Great Thou Art” di Hampton Roads del 1972 è splendida perchè ci troviamo di fronte ad un Elvis ancora al massimo, capace di catturare il suo pubblico e quello del 2026 in sala nel vedere “EPiC: Elvis Presley in Concert”.
Dall’altra parte, la commovente drammaticità della versione di Omaha, cinque anni dopo, lo è forse ancor di più perché malgrado le sue precarie condizioni psicofisiche, Elvis diede tutto ciò che aveva per il suo pubblico, e quell’acuto incredibile (brividi ogni volta che si ascolta) è un suo grido di aiuto a Dio davanti a tutti noi.
Chiudiamo con una considerazione pasquale. Elvis risorge ogni volta che si ascolta la sua musica che permette di trasmettere e condividere emozioni fuori dal tempo.
Ogni volta che ascoltiamo il Gospel di Elvis ognuno di noi risorge ogni giorno.
Tanti auguri a tutti voi.